venerdì 30 settembre 2011

Mi Fido di Te..di Lorenzo Cherubini


Case di pane, riunioni di rane
vecchie che ballano nelle cadillac
muscoli d'oro, corone d'alloro
canzoni d'amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi

RIT:
forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare

mi fido di te {x4}
io mi fido di te
ehi mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

Lampi di luce, al collo una croce
la dea dell'amore si muove nei jeans
culi e catene, assassini per bene
la radio si accende su un pezzo funky
teste fasciate, ferite curate
l'affitto del sole si paga in anticipo prego
arcobaleno, più per meno meno

RIT

mi fido di te {x3}
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te {x2}
io mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

rabbia stupore la parte l'attore
dottore che sintomi ha la felicità
evoluzione il cielo in prigione
questa non è un'esercitazione
forza e coraggio
la sete il miraggio
la luna nell'altra metà
lupi in agguato il peggio è passato

RIT

mi fido di te {x3}
cosa sei disposto a perdere
eh mi fido di te
mi fido di te {x3}
cosa sei disposto a perdere

Lode all' inviolato..Franco Battiato


Ne abbiamo attraversate di tempeste
e quante prove antiche e dure
ed un aiuto chiaro da un'invisibile carezza
di un custode.

Degna é la vita di colui che é sveglio
ma ancor di più di chi diventa saggio
e alla Sua gioia poi si ricongiunge
sia Lode, Lode all'Inviolato.

E quanti personaggi inutili ho indossato
io e la mia persona quanti ne ha subiti
arido é l'inferno
sterile la sua via.

Quanti miracoli, disegni e ispirazioni...
E poi la sofferenza che ti rende cieco
nelle cadute c'é il perché della Sua Assenza
le nuvole non possono annientare il Sole
e lo sapeva bene Paganini
che il diavolo é mancino e subdolo
e suona il violino.

giovedì 29 settembre 2011

Itaca di Costantino Kavafis Dedicata a mio fratello



Chi non ha mai sognato di staccare la spina per un po’ e di prendersi del tempo per sé?
E non per un periodo breve, come un weekend o un paio di settimane, ma per mesi, o addirittura per un anno. Ognuno ha una sua idea di cosa sia un periodo sabbatico.

L’importante è non confondere un periodo sabbatico con una semplice vacanza. Una vacanza è limitata nel tempo, è uno spiraglio per riposarsi o ricaricare le batterie. Un periodo sabbatico è molto più impegnativo: spesso occorre abbandonare alcune certezze e si ha l’impressione di tagliarsi i ponti dietro le spalle.

L’espressione “anno sabbatico” era usata presso gli antichi ebrei per indicare il periodo durante il quale si lasciavano riposare le terre, si condonavano i debiti e venivano liberati gli schiavi. Secondo le leggi di Mosè, il terreno doveva essere lasciato a riposo per dodici mesi ogni sette anni. Qui l’espressione “anno sabbatico” rappresenta un periodo da dedicare a se stessi, magari per viaggiare. Nei paesi anglosassoni si chiama “gap year” ed è una tradizione consolidata. In molti paesi all’estero i giovani si prendono un anno di libertà per viaggiare, prima di iscriversi all’università o entrare nel mondo del lavoro.
Un’anno sabbatico, invece, è un’altra cosa: è un pezzo di vita particolarmente intenso che porta con sé molte occasioni di incontro e di crescita e che rappresenta spesso l’inizio di un diverso e nuovo modo di vivere. Il tipo di esperienza dipenderà solamente da noi e dalla libertà che riusciremo a concederci.



ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

-Costantino Kavafis-



Andare via per un anno intero, lasciare tutto e intraprendere un viaggio: un viaggio nella vita, un viaggio in se stessi e con se stessi.

Non è facile, ci vuole davvero coraggio e un grande sogno, sopratutto la voglia di raggiungere quel’isola lontana, che è dentro ognuno di noi.

Anche a me è capitato, non in momenti difficili, ma nei momenti apparentemente tranquilli, anzi troppo tranquilli, quando tutti i giorni sono uguali.
Ti alzi la mattina con fatica, ti lavi, fai colazione esci e vai. Allora succede che la mattina ci si guarda allo specchio e si pensa: ” ma che sto facendo? Ma cosa do agli altri? Che cosa ho dagli altri?” Ci si accorge che la vita troppo caotica, troppo veloce, troppo tecnologica, ti toglie tempo , ti toglie tutto. Si pensa di non saper far nulla, ci si sente incompresi e insoddisfatti e allora si pensa che forse è meglio andare via a cercare la vita…….
In parecchi lo abbiamo pensato, ma in pochissimi lo hanno fatto. Andare via non è un gioco, è qualcosa di molto importante perchè si va in cerca non di una svago ma si va in cerca di se stessi. Girare il mondo con due soldi in tasca, conoscere genti e usi diversi.
Imparare ad amare la natura, lavorare quando si può e dove trovi. Dormire sotto un manto di stelle e con una borsa per cuscino. Entrare in una altra dimensione, non avere bisogno del telefono o dell’acqua corrente. Fare a meno di tutto quello che è modernità: Anno Sabbatico. Io non sono riuscito mai a lasciare neanche per un giorno, qualche conoscente ci ha provato ma dopo un paio di mesi era già al suo “odiato” posto di lavoro. Altri sono riusciti e anche bene direi, sono diventati famosi scrivendo libri sulle emozioni, sulla saggezza che hanno avuto da questo viaggio nel tempo. Bambaren ha saputo cavalcare l’onda seguendola e innamorandosi della natura,pensate era un manager di successo eppure un giorno guardando l’oceano decise che doveva tornare a vivere immerso nella natura,sopratutto nel mare suo grande Amore. Passò un anno in Europa, con un camper e pochi soldi e si innamorò dei delfini. Ebbene da questo famoso anno sabbatico lui è tornato ed ha scritto libri su libri sulla sua esperienza, ricavandone un bel po di denaro che lui devolve in beneficenza e per la natura, tiene per se lo stretto necessario. La sua vita è cambiata, in meglio…………ha avuto forza e coraggio. Non è facile lasciare tutto per l’ignoto. Ma se si vuole raggiungere Itaca ci vuole voglia di conoscere, una grande fede e lo spirito del grande viaggiatore. Io ho trovato la mia Itaca, senza anno sabbatico, ma dopo un grande dolore.
La mia Itaca è qui la mia casa, la mia famiglia.

La mia meravigliosa Itaca.

E voi siete mai andati alla ricerca di Itaca……….? Buona notte by Colpoditacco Salento

Salento.. che spettacolo!!


Salento..Che spettacolo

martedì 27 settembre 2011

.. e pensero' al tuo viso..alessandro errico sanremo 1997 colpoditacco salento



Quando il tempo e' un po' piu' lento io credo che
che distratta l'hai portato via con te
ma si lo so la vita e' un'onda che passa e non la fermi mai
ma in che mare sei ci pensi mai
ed ora che oramai e' passato quel treno che
ci ha gia' lasciato a piedi tutti lo sai com'e'
ma sotto questo cielo nero, solo nei segreti miei
io mi perderei cosi', cercandoti
E pensero' al tuo viso che si schiude tra i capelli
nessuno mai sapra' sorridere come i tuoi occhi
penso agli inverni della scuola e a tutto il freddo che faceva
e le mie mani si scaldavano tra le tue gambe
sei dolce dolce dolce dolce
che fai male male male male male male amore
Quando il tempo e' un po' piu' lento io credo che
che distratta l'hai portato via con te
ed ora che oramai non volo nemmeno per amore si'
guarda il caso torno qui, cercandoti
E pensero' al tuo viso che si schiude tra i capelli
tutte le volte che ridevi mi stringevi forte al cuore
penso a quei giorni per la strada quando il tempo ci volava
e le mie mani che giocavano tra le tue gambe
sei dolce dolce dolce dolce
che fai male male male male male male amore
E quando a stento sopravvivo esiste che
che mi domando a cosa serva esistere
ma si lo so domani e' un altro giorno e tutto tornera' apparentemente in ordine
ma e' oggi che non vuole smettere
E pensero' al tuo viso che si schiude tra i capelli
tutte le volte che venivi e mi stringevi forte al cuore
penso a quei giorni chiusi in casa quando il tempo si fermava
e le mie mani nelle mie sembravano Persempre
Ho provato ad affondarti e non ci sono mai riuscito
in questo mare di ricordi non ho imparato ancora sai a nuotare
o solamente non ne ho voglia, voglio stare qui a pensare
che sei dolce sei dolce sei dolce
sei dolce dolce dolce dolce
che fai male male male male male male amore
che fai male male male male male male amore
che fai male male male male male male amore...

La poesia della neve che cade e rumore non fa


La poesia della neve che cade e rumore non fa

O Capiatano,


O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.

O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgo - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
È solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.

Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili,
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
Percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.
-- Walt Whitman (scheda)
dal libro "Foglie d'erba" di Walt Whitman