Una catastrofe psicosomatica.. Niente di piu' attuale.. AxO MiKè
domenica 13 marzo 2011
Io stuo con i Giapponesi..
LA SPESA SI PAGA DOMANI
Il negozio di generi vari, un minimarket, nel villaggio di Rikuzentakata ormai inghiottito dall'oceano sbarcato sulla terra, era in pratica l'unico edificio rimasto in piedi, sopra una piccola gibbosità della terra. La processione dei clienti, divenuto un corteo di profughi a casa propria, è cominciata appena le acque lo hanno permesso. Massaie e bambini, poi gli uomini, lo hanno diligentemente svuotato di tutto, dalle ministre liofilizzate alle bottiglie d'acqua, sotto lo sguardo dei proprietari, marito e moglie, Toshio e Kumi Niioka. Nessuno di loro ha pagato niente, non funzionavano registratori, carte di credito, e non c'era modo di fare conti e cambiare contanti. "Si sono portati via tutto, ma soltanto quello che riuscivano a mettersi tra le braccia" spiega alla Nhk, la tv di stato, perfettamente sereno. "Tanto so che quando questa maledizione sarà passata tutti torneranno in negozio a pagare per quello che hanno portato via".
Hotel dei Pini.. Località indefinita..
"Nessuno si salva da solo..." di M.M.
- Dillo.
- Cosa ?
- Di' che non mi ami piu'. Dillo adesso che siamo in pace.. cosi' me ne faccio una ragione.
Gli sorride con quei denti che si sono ingoiati il paradiso.
...- Non Ti Amo piu' MiKè-LE.
Annuisce e Ride con Lei..poi gli occhi si fermano e si gonfiano di tutto, come quelli dei bambini.
- Dillo anche tu.
- Io non lo posso dire.
- Dillo.
- Non ti amo piu', Margaret.
- Lo vedi..lo possiamo dire.
"Nessuno si salva da solo..." di M.M.
- Dillo.
- Cosa ?
- Di' che non mi ami piu'. Dillo adesso che siamo in pace.. cosi' me ne faccio una ragione.
Gli sorride con quei denti che si sono ingoiati il paradiso.
...- Non Ti Amo piu' MiKè-LE.
Annuisce e Ride con Lei..poi gli occhi si fermano e si gonfiano di tutto, come quelli dei bambini.
- Dillo anche tu.
- Io non lo posso dire.
- Dillo.
- Non ti amo piu', Margaret.
- Lo vedi..lo possiamo dire.
sabato 12 marzo 2011
Il Salento è luogo fatto di terra rossa...
Il salento è luogo fatto di terra rossa e sole, luogo di contadini e agricoltura che si perde nella notte dei tempicome testimoniano le distese di ulivi secolari che si incontrano percorrendolo in lungo e in largo..
Buon Inizio di fine settimana by Colpo di Tacco Salento
Buon Inizio di fine settimana by Colpo di Tacco Salento
giovedì 10 marzo 2011
Lascia Stare.......................
"Guarda che le cose che ti dico non si amano se devi amare devi amare me...."
Lascia stare..
AxS MiK
“Abbiamo raggiunto la nuda anima dell’uomo”.H.S.
L’8 agosto 1914, sir Ernest Shackleton, esploratore inglese di fama mondiale, parte da Plymouth al comando della nave Endurance.
La sua meta è l’Antartide.
Il Polo Sud era stato toccato per la prima volta dal norvegese Amundsen nel 1911, un mese prima dell’inglese Scott, morto nel viaggio di ritorno.
Shackleton vuole conquistare l’ultimo primato: attraversare a piedi il continente antartico.
Shackleton vuole conquistare l’ultimo primato: attraversare a piedi il continente antartico.
Ma il suo sogno svanisce nel gennaio del 1915: a soli 150 km dalla meta, il ghiaccio si chiude come una morsa intorno alla nave, trascinandola per oltre duemila chilometri verso Nord Ovest nella deriva del pack, sempre piu’lontana dalla sua meta originaria.
Shackleton ordina l’abbandono della nave. Non resta che mettere in salvo poche provviste ed effetti personali e impiantare un accampamento, il “Campo Oceano”.
Sbarcano 27 membri di equipaggio e il capitano (e in piu’ 60 cani da slitta, due maiali e il gatto di bordo, Mrs Chippy), trascorrendo la prima notte sul ghiaccio in tende di lino, ad una temperatura
di -27°C.
Bisogna attendere il disgelo e combattere lo scoramento che si impadronisce degli uomini.
Shackleton,da perfetto comandante,si rivela maestro nel gestire la difficile situazione.
Sbarcano 27 membri di equipaggio e il capitano (e in piu’ 60 cani da slitta, due maiali e il gatto di bordo, Mrs Chippy), trascorrendo la prima notte sul ghiaccio in tende di lino, ad una temperatura
di -27°C.
Bisogna attendere il disgelo e combattere lo scoramento che si impadronisce degli uomini.
Shackleton,da perfetto comandante,si rivela maestro nel gestire la difficile situazione.
Nell’aprile del 1916 riesce a condurre i suoi, a bordo delle tre scialuppe dell’Endurance, su un’isoletta sperduta, Elephant Island.
Da qui Shackleton salpa il 24 aprile a bordo di una scialuppa, insieme a cinque dei suoi uomini, con l’intento di raggiungere la stazione baleniera della Georgia Australe.
Il resto della spedizione rimane in attesa sull’isola.
Dopo 17 giorni e 1300 km di rischiosissima navigazione, Shackleton e i suoi approdano sulle coste della Georgia Australe, sbarcando però a 240 km dalla meta prevista.
Qui il comandante lascia metà del suo equipaggio, proseguendo con Worsley e Crean.
I tre attraversano l’isola via terra,con molte difficoltà, superando una catena montuosa e arrivando finalmente alla stazione baleniera nella Baia di Stromness. E’la salvezza.
Qui il comandante lascia metà del suo equipaggio, proseguendo con Worsley e Crean.
I tre attraversano l’isola via terra,con molte difficoltà, superando una catena montuosa e arrivando finalmente alla stazione baleniera nella Baia di Stromness. E’la salvezza.
Il 30 agosto 1916, dopo tre tentativi falliti, Shackleton
vince il pack a bordo di un rimorchiatore cileno e recupera gli uomini rimasti a Elephant Island.
vince il pack a bordo di un rimorchiatore cileno e recupera gli uomini rimasti a Elephant Island.
E’la fine di un esilio terribile, combattuto coraggiosamente.
Nel 1921 Shackleton si imbarcò per la sua quarta spedizione nel Polo Sud. Il 4 gennaio 1922, mentre arrivava nella Georgia Australe, mori’ per un attacco cardiaco a bordo della nave Quest, all’età di 47 anni.
Per volere della moglie, fu sepolto nel cimitero dell’isola.
mercoledì 9 marzo 2011
Ligabue Radiofreccia la scena più bella
Radio Freccia .."Credo che per credere bisogna avere molta energia"..
Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che viene a prendere l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n'roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stro**ate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un ca**o della vita degli altri ..Freccia (Stefano Accorsi) Addioperora MiK
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